La Puglia è tra le prime regioni italiane per la produzione di ortaggi: con circa 36milioni di quintali l'anno scorso, la regione ha coperto il 26% della produzione nazionale di ortaggi coltivati in piena terra.
Alcune cucurbitacee sono coltivate da lunghissimo tempo e per alcune sono state eseguite selezioni per ottenere prodotti da destinare al consumo diretto, commercializzati in massima parte nei mercati locali.
Successivamente il consumo si è esteso ad altre regioni del Centro e Nord dell'Italia.
E anche la coltivazione si è estesa in altre regioni ma dell'Italia meridionale, soprattutto in appezzamenti protetti.
La coltivazione in tunnel e serra, consentendo di anticipare l'impianto della coltura, determina la variazione dei calendari di coltivazione, con il conseguente aumento della disponibilità di prodotto in periodi in cui tradizionalmente non è presente sui mercati (vedi l'inverno).
In particolare da lungo tempo la Puglia vanta la coltivazione e il largo consumo di carosello e barattiere, due cucurbitacee i cui frutti sono particolarmente graditi dai consumatori per le caratteristiche di fragranza e digeribilità.
Sul territorio regionale è presente un'elevata biodiversità per questi peponidi di cui è possibile reperire ancora un gran numero di popolazioni locali selezionate e autoprodotte dai coltivatori.
Al barattiere e al carosello sono dedicati complessivamente un centinaio di ettari, per capacità produttiva media di 100 tonnellate di prodotto a ettaro. Studi preliminari sulla biologia florale e la forma di allevamento di queste cucurbitacee sono stati eseguiti nell'ambito del progetto di ricerca Pop «Colture orticole suolo in Puglia».
In seguito, nell'ambito del programma regionale « Biodiversità e risorse genetiche » è stato finanziato il progetto di ricerca biennale (2002-2003) dedicato alla «caratterizzazione biomorfologica, produttiva e qualitativa di carosello e barattiere».
A conferma dell'interesse regionale nei confronti di questo studio, l'assessorato regionale alle Risorse agroalimentari, proprio sulla base dei risultati ottenuti nel primo biennio di attività dal dipartimento di Scienze delle produzioni vegetali e a sostegno del crescente interesse produttivo e commerciale riscontrato anche al di fuori dei confini regionali per carosello e barattiere, ha avviato la procedura per l'inserimento di queste varietà nell'elenco nazionale dei prodotti tradizionali.